lunes, 30 de mayo de 2016

LIVRO: BOTÂNICA BÍBLICA

Livro Botânica Bíblica pode ser lido gratuitamente logo abaixo, feito download, ou você pode comprá-lo em e-book ou impresso por várias editoras e livrarias como: amazon.com ou clubedeautores.com.br






Sinopse

O aprofundamento no conhecimento da palavra de Deus nos leva a olhar atentamente para as plantas citadas nas Escrituras, inclusive uma análise profunda demonstra que a botânica bíblica nos dá razões para acreditar ainda mais na Bíblia como um livro, no mínimo historicamente correto.
Se a Bíblia fosse uma fábula inventada por religiosos para dominar o povo, certamente haveriam erros botânicos irreparáveis e que os estudiosos perceberiam a farsa histórica que é a Bíblia. Mas não é assim...
Através das plantas citadas na Bíblia, percebemos que o tipo de vegetação citada na Bíblia corresponde com o material orgânico que encontramos na região de Israel, portanto para aqueles que gostam de entender além de crer, este livro será um instrumento para alicerçar sua fé em Deus e na Bíblia.


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Número de páginas: 174

Edição: 1(2016)

ISBN: 978-1533529114

Formato: A5 148x210

Coloração: Preto e branco

Acabamento: Brochura c/ orelha

Tipo de papel: Offset 75g

miércoles, 20 de abril de 2016

DOTTRINA DEL PECCATO

CONSIDERAZIONI SULLA DOTTRINA DEL PECCATO ORIGINALE SECONDO LA TEOLOGIA ORTODOSSA


Introduzione

Il peccato originale non è un argomento di carattere astratto. Le astratezze si sono imposte nel cristianesimo quando si ha cominciato a concepire la teologia come una scienza lontana dalla vita degli uomini racchiudendola in fredde categorie razionali. Tutto ciò è potuto avvenire perché alla mentalità patristica, particolarmente attenta al dato empirico e all’esperienzialità cristiana, è subentrata la mentalità dei popoli franco-germanici, particolarmente affascinati dalla speculazione mentale-filosofica e metafisica. In tal modo, nel cristianesimo occidentale hanno cominciato ad imporsi le argomentazioni astratte, stimolate da un sapere non più di tipo monastico (rapporto diretto discepolo-maestro) ma universitario (esposizione razionale della questio), dopo essere state lungamente coltivate nell’ambito delle scuole carolinge.
Il pensiero teologico patristico-romano non privilegiava un unico autore ma formulava la dottrina cogliendo da tutti i teologi le migliori intuizioni. Questo procedimento rifletteva la stessa vita della Chiesa che era regolata sinodalmente, collegialmente, non attraverso l’imposizione di un’unica autorità che richiamasse il principio secondo il quale il capo “ha sempre ragione”. Inoltre la correttezza di una dottrina non era verificata esclusivamente con assiomi logici ma attraverso la vita e la prassi dell’intera Chiesa. Il processo non era sempre facile, a volte richiedeva tempo, energie e sofferenze personali. Così i limiti e gli errori di un Padre venivano corretti e la verità veniva integrata ed esposta correttamente attraverso il pensiero degli altri.
Il vero e il falso non erano considerate banalità: la verità permetteva al credente di entrare in contatto con la dimensione divina mentre l’eresia allontanava la persona da questo medesimo contatto. Così il pensiero fuorviante non era rifiutato perché cozzava con dei presupposti logico-mentali (come se l’errore fosse 1+1= 3), ma perché impediva a priori ogni possibile apertura dell’uomo con il divino.
Questo presupposto fondamentale era unito con il criterio “cattolico” della verità. È per questo motivo che la dottrina dell’apokatastasis di Gregorio di Nissa fu rifiutata. Tale dottrina, già sostenuta da Origene, affermava che alla fine dei tempi anche Satana si sarebbe riappacificato con Dio. La lettura “cattolica”, cioè quella lettura che tiene conto di tutti i teologi autorevoli, ha impedito alla Chiesa di aderire al limite di questo Padre. Infatti l’apokatastasis è rimasta un’opinione personale di Gregorio, non si è mai fissata in un dogma di fede.
Quando sulla scena dell’Europa occidentale si affermò il potere politico dei franchi (VIII-IX sec.), si formarono delle scuole teologiche nelle quali si prescindeva chiaramente dal principio “cattolico” di lettura dei testi patristici. Tale procedimento era motivato dall’ignoranza della lingua greca da parte franca ma anche dal voler a tutti i costi imporre la propria parziale interpretazione per accusare la pars orientalis di eresia al fine di legittimare il potere politico e la conquista militare della pars francorum. In tal modo i franchi lessero e aderirono prevalentemente ad Agostino subordinando all’ottica agostiniana ogni altro autore patristico[1]. Il risultato è stato quello d’aver forgiato e amplificato, laddove già sussisteva, un cristianesimo amartiocentrico (dove il peccato si situa al centro della storia della salvezza), giuridico e metafisico. Tale impostazione ha finito per caratterizzare tutto il cammino della teologia occidentale.
Grazie ai franchi le “sottigliezze della logicità” si diffusero sempre maggiormente nelle cattedre teologiche occidentali mentre l’aspetto esperienziale del cristianesimo veniva relegato nell’ambito monastico[2]. La vita cristiana della società finì, allora, per essere regolata da criteri estrinseci (moralismo, legalismo) accompagnati o contrapposti a correnti pietiste che cercavano di temperare il rigore infuso dal razionalismo teologico. Nel tempo in cui questi fenomeni si diffondevano, l’Oriente ortodosso restava fedele alla sua primigenia identità. Tale fedeltà, spesso equivocata come se fosse uno sterile “immobilismo”, ha preservato l’Oriente dalle particolari accentuazioni introdottesi nella dottrina cristiano-occidentale. Ancora oggi il cristiano orientale riferisce la sua fede unicamente ad un rapporto personale con Dio. Gli è completamente estranea una concezione che stringa il cristianesimo nei ceppi della ragione e in “logici” e astratti schemi mentali. Lo stesso dogma, per l’Oriente, non è la fissazione razionale di una verità staccata dall’uomo ma il riflesso di una realtà a lui intimamente legata; conservare intatto il dogma significa, allora, mantenere aperta la porta superando la quale è possibile incontrare l’Ineffabilità divina già su questa terra.
Ignare di ciò, le scuole teologiche franche subirono il fascino della metafisica spostando, come detto, il baricentro del cristianesimo dall’esperienza cristiana all’indagine filosofica, stimolate pure dalla loro insufficiente lettura patristica. Un tema nel quale si ha modo di toccare con mano l’influenza del pensiero franco nel cattolicesimo latino e, quindi, l’estrapolazione e l’assolutizzazione d’un elemento teologico proprio ad un autore della comune tradizione patristico-romana, è quello del peccato originale.


La questione

Prima di ogni cosa non bisogna lasciarsi trarre in inganno da considerazioni estranee alla Sacra Scrittura. È ben nota l’ironia scientista contro chi sostiene l’origine storica dell’umanità in Adamo ed Eva. È il caso di ripetere, con Galileo, che la Scrittura non insegna come sia fatto il cielo ma come si fa per andare in Cielo. Ironizzare sull’esistenza di Adamo ed Eva, quando si parla del peccato originale, è depistante. Per tornare a vedere le cose in modo corretto, si deve considerare Adamo ed Eva per quel che, prima di tutto, sono: il simbolo biblico dell’autonomia contrapposto alla teonomia (=la dipendenza da Dio). Il fatto che i Padri credessero all’esistenza storica di Adamo ed Eva non li ha concentrati su questo particolare per farne un dogma di fede. Essi non avevano la mentalità di chi si schierò contro Galileo! Perciò sono andati subito al cuore biblico del racconto: la disobbedienza dell’uomo a Dio. Questa, tra l’altro, è una prova in più che mostra come la loro attività non fosse dedicata a costruire una filosofia ma a rapportarsi con l’Assoluto. “Ciò che chiedono e danno i Padri è il cambiamento [dell’uomo attraverso la forza] dello Spirito. Se vogliamo accostarli al di fuori di questa realtà, resteranno per noi incomprensibili come scrittori e oggetto di disprezzo come persone”[3].
La disobbedienza adamitica, dunque, è riscontrabile nella vita di ogni uomo che vuole porsi a misura e centro dell’universo. Come i progenitori dell’umanità anche colui che rivendica la sua autonomia, finisce per mietere analoghe conseguenze. Per questo la Scrittura definisce costui “insipiente” paragonando la sua opera a quella di chi costruisce la casa sulla sabbia[4].
Giovanni Romanidis nell’opera Il peccato originale secondo san Paolo[5], sostiene che per l’Apostolo il peccato dei progenitori ha fatto entrare nella creazione il Maligno e con esso la morte. Quello che ogni uomo eredita non è la colpa (come nella tradizione franco-agostiniana) ma una creazione indebolita e schiavizzata al Maligno il quale vive parassiticamente in essa e la tiranneggia con la morte e la corruzione. La causa della morte, della corruzione e del male, non sono attribuibili ad un Dio antropomorficamente adirato contro l’uomo[6] ma al Maligno. Gesù Cristo non è venuto a cancellare una colpa, a pagare un debito a Dio (Anselmo d’Aosta) o a Satana (Origene) ma a liberare l’uomo dall’incubo della morte distruggendo la morte stessa. “Con la morte hai sconfitto la morte”[7] – canta l’Oriente cristiano la domenica di Resurrezione. Se la vita finisse al momento in cui moriamo sarebbe giusto cercare di possedere e godere il più possibile visto che, come si dice comunemente, “ogni lasciata è persa”. La dottrina economica del capitalismo, attraverso la prassi consumista, solletica proprio questa caratteristica dell’uomo decaduto. Distruggendo l’incubo della morte l’uomo viene salvato dal suo ossessivo egoismo. Se crede veramente in Cristo risorto e ne riceve la forza, il cristiano può amare come Dio ama, gratuitamente, senza ricevere nulla in cambio. In tal modo viene ripristinata l’immagine e la somiglianza rovinata dal peccato primordiale[8]. Perciò san Paolo afferma che “se Cristo non è risorto ... è vana anche la nostra fede”[9].
Il teologo greco Giovanni Romanidis, nell’opera succitata, dimostra che in san Paolo non esiste alcuna affermazione in base alla quale si possa considerare la colpa adamitica ereditaria. Il primo a considerare il peccato originale nei termini moralistici dell’eredità di una colpa è stato sant’Agostino. Tale impostazione nacque nell’urgenza di combattere il pelagianesimo e fu sancita in qualche concilio locale[10]. Terminata l’urgenza l’affermazione avrebbe potuto essere ridimensionata presto se fosse esistita una maggior osmosi tra l’Occidente e l’Oriente europeo. Ciò non avvenne e la posizione si radicò. La situazione si complicò irreversibilmente quando questa lettura fu assunta in toto dalla teologia franco-germanica che, come già accennato, non era in grado di accostarsi “cattolicamente” alla teologia patristica e si rifiutava di farlo. Romanidis osserva che il rifiuto di accostarsi cattolicamente alla teologia patristica nasceva dall’opposizione che i franco-germani nutrivano verso tutto il mondo romano-orientale definito con disprezzo “greco”[11]. L’ignoranza, invece, sussiteva proprio perché essi erano privi delle fonti originali patristiche orientali e non comprendevano la lingua greca.
La teologia scolastica ha ereditato la posizione franco-agostiniana. Su un manuale scolastico di qualche decennio fà leggiamo:

Il peccato di Adamo è passato in tutti i suoi discendenti ... È [una verità che richiede un’adesione] di fede... Il peccato di Adamo è cioè la colpa di origine, non soltanto le conseguenze relative ai beni del corpo e ai beni preternaturali anche dell’anima. Tanto meno solo il cattivo esempio. In tutti i suoi discendenti e cioè in tutti i singoli uomini derivanti da Adamo per generazione[12].

Si noti che l’affermazione richiede un’adesione di fede ed è quindi vincolante, non è un’opinione come un’altra.
D’altra parte il Concilio di Trento (1545-1563) non è meno categorico:

Se qualcuno dirà che il peccato di Adamo nocque a lui solo e non alla sua discendenza; e che la santità e la giustizia ricevute da Dio non le perdette anche per noi, ma solo per sé stesso; e che, divenuto peccatore, trasfuse nel genere umano la morte e le pene del corpo soltanto, non anche il peccato che è la morte dell’anima, sia scomunicato[13].

Notasi ancora il carattere vincolante del pronunciamento. Adamo ha trasmesso all’umanità il peccato (che consiste in una vera e propria “colpa”, non solo in una pena quale conseguenza del peccato adamitico). Chi nega ciò è scomunicato!
Il Catechismo di Pio X (1905) dichiara che:

Il peccato originale è volontario, e quindi colpa per noi, solo perché volontariamente lo commise Adamo, quale capo dell’umanità.

Oggi si preferisce “mitigare” questa teologia della colpa per cui si sottolinea, non senza una certa contraddizione con i precedenti testi, che:

Il peccato originale, sebbene proprio a ciasuno, in nessun discendente di Adamo ha un carattere di colpa personale[14].

Ciò non toglie che altri testi non utilizzino termini più chiaramente tradizionali. In un manualetto di ampia diffusione leggiamo:

Il peccato originale si trasmette per via di generazione naturale ... Tuttavia dobbiamo riconoscere che questa trasmissione di una colpa (non solo di una pena) è un mistero che quaggiù non possiamo comprendere pienamente[15].

Tale concezione ha contraddistinto tutto l’Occidente. La storia salvifica finisce per essere determinata dal peccato dell’uomo. L’uomo e il suo peccato - non l’amore divino per gli uomini (la philantropia) - finiscono per essere al centro di quest’evento e per condizionarlo. Il Redentore si limita ad essere Colui che ripara un guasto al progetto divino. Già Agostino affermava: “Se l’uomo non fosse andato in rovina, il Figlio dell’Uomo non sarebbe venuto”[16]. Risuona ancora oggi nella liturgia romano-cattolica del sabato santo quel famoso passo del Praeconio paschale (XI sec.) che recita: “O felix culpa! Quae talem ac tantum meruit habere Redemptorem”[17].
È evidente che ci troviamo davanti ad una concezione amartiocentrica. Al centro della storia salvifica, invece, esiste la gratuita azione di Dio. In coerenza a ciò, l’Ortodossia crede che Cristo sarebbe comunque venuto poiché se Dio non avesse assunto la carne umana nel Salvatore, l’uomo di ogni tempo non si sarebbe mai potuto divinizzare. Questa prospettiva è fondata, tra l’altro, sulla testimonianza di sant’Atanasio che afferma: “Egli si è incarnato affinché noi ci divinizzassimo...”[18]. La storia salvifica è allora contraddistinta solo dalla philantropia divina. Il dogma dell’incarnazione comporta e significa l’assunzione dell’umanità in seno alla Trinità. È con la gratitudine che deriva da questa coscienza che l’Oriente cristiano canta: “Gloria alla tua condiscendenza, o unico amico degli uomini!”[19].
La fermezza ortodossa con la quale si riferisce l’incarnazione alla divinizzazione umana non è minore nel caso del peccato originale. L’Ortodossia sottolinea che “in nessun luogo dell’Antico Testamento si fa menzione del peccato che si trasmette ai discendenti come colpa ereditaria, come invece ha affermato la teologia occidentale. Al contrario, l’Antico Testamento non smette mai di sottolineare la responsabilità dell’uomo per le proprie azioni”[20].
Potremo fare un esempio che mostra ancor meglio la posizione cristiano-orientale: se mio padre dilapida una notevole eredità, il peccato e la colpa di tale azione sono suoi, non li eredito io che, semmai, eredito il fatto di trovarmi senza un quattrino. Eredito le conseguenze di un peccato e di una colpa, non queste ultime. Dal momento in cui l’umanità (Adamo ed Eva) rompe il rapporto con Dio annulla il cammino verso la sua perfezione. Perciò la teologia patristica ha generalmente visto il peccato originale come una malattia e non ha parlato di un’eredità della colpa, ma solo di un’eredità della corruzione e della morte. Ad eccezione di Agostino che contraddistingue amartiologicamente questa dottrina, tutti i padri sono concordi nel vedere in Adamo la causa che ha sottoposto l’uomo e tutta la creazione alla tirannia del Demonio. Infatti, “la dottrina sul peccato originale trovò la sua formulazione e anche la sua terminologia propria [al cattolicesimo] soltanto in Agostino”[21].


L’interpretazione di Rom 5,12

Il passo su cui si basa la dottrina sul peccato originale è Rom 5,12. In esso si legge:

Come per opera di un solo uomo entrò il peccato nel mondo e con il peccato la morte, così essa si è estesa in tutti gli uomini per la quale (morte) tutti abbiamo peccato (eph’ho pantes emarton).

La prevalente interpretazione patristica è:
attraverso Adamo il peccato è entrato nella creazione (poiché Adamo era parte di essa). Il peccato ha aperto la porta alla morte e quindi al malvagio dominio di Satana che si è parassiticamente introdotto nel creato e nell’uomo (È solo questo quel mistero, che fa esclamare Paolo: “Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?”[22]). Satana regna attraverso la corruzione e la morte, ragion per cui tutti hanno peccato (e continuano a peccare). Cristo, non è venuto con il fine di “smacchiare” l’uomo dalle sue colpe (concezione moralistica) ma con il fine di renderlo partecipe della divinità (“[Io e il Padre] abiteremo in lui e faremo dimora presso di lui”[23]). Dal momento in cui ciò avviene, l’uomo è redento pure dalle sue colpe personali.
L’interpretazione moralistico-agostiniana è:
attraverso Adamo il peccato è entrato nella creazione. Avendo ferito la giustizia divina, il peccato ha richiesto la punizione dell’uomo con la morte e il dominio di Satana (Dio, quindi, è colui che infligge il male!). Tutti gli uomini sono stati puniti perché (eph’ho) tutti hanno ereditato il peccato e la colpa adamitica. La morte di Cristo è dunque necessaria per riparare questa colpa e sollevare l’uomo dal suo peccato.
Si noti che eph’ho grammaticamente significa solo “per cui”, “per il quale” o “per la quale”[24] non “perché” (dioti). Canonizzando la personale interpretazione di Agostino (“In lui tutti hanno peccato quando tutti erano un’unico uomo”), nella maggioranza delle Bibbie occidentali eph’ho deve necessariamente essere tradotto “perché [in Adamo]” in luogo di “per la quale [morte]”[25]. Alcune Bibbie commentano in nota che questo passo è controverso ed è di difficile traduzione. In pratica sotto queste generiche espressioni è sotteso quanto è stato esposto fin’ora.


Conclusioni

Lo sviluppo della scienza storica e dell’analisi esegetica formula dei risultati che tendono ad avvicinarsi sempre di più alle posizioni della Chiesa ortodossa. La stessa filosofia personalistica rifiuta di accettare che una persona possa essere posta in stato di peccato da un’altra per la maggior considerazione in cui è tenuta la dignità e l’autonomia della persona umana. Così, mentre l’Oriente cristiano è fondamentalmente rimasto fedele all’antica Tradizione, l’Occidente è obbligato ad assumere una posizione più sfumata rispetto al suo recente passato per evitare di trovarsi con le spalle al muro costretto ad ammettere d’aver intrapreso un percorso, forse obbligato, ma che lo ha spinto a fare una scelta discutibile all’interno della globale riflessione teologica patristica, elevandola in seguito a dogma.

LIVRO: O ANJO DE QUATRO PATAS


 
Este livro pode ser comprado em vários sites da internet como o amazon.com e o link abaixo: https://clubedeautores.com.br/book/196286--O_ANJO_DE_QUATRO_PATAS?topic=realismofantastico#.VxgH5PkrLIU

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Número de páginas: 222 

Edição: 1(2015) 

ISBN: 978-1518677663 

Formato: A5 148x210 

Coloração: Preto e branco 

Acabamento: Brochura c/ orelha 

Tipo de papel: Offset 75g

Esta é a história de um cão, um homem e um anjo. Talvez para você será apenas uma história fantasiosa sobre um animal de estimação, mas para mim, foi muito mais do que isto. Enquanto estou escrevendo estas palavras, o corpo sem vida do meu anjo está no carro, esperando para o sepultamento digno que farei amanhã a cem quilômetros daqui. Estou mergulhado em sentimentos como: agradecimento, gratidão, doces lembranças e nostalgia. Este livro pode ser classificado como realismo fantástico, porque parte do livro é expressão dos meus sentimentos e lembranças e parte do livro é sensorial, ao longo dos anos eu e a cadela conversávamos através do pensamento, por telepatia. As pessoas são livres para acreditarem ou não no que quiser, inclusive na história que eu vivi com a Doutora. Eva conversou com a serpente, Balaão com a mula e eu com um cachorro. Estas histórias são reais. As pessoas tem impulso de rejeitar o que não conhece. Não peço que acredite, apenas leia a minha história.




viernes, 11 de marzo de 2016

LIVRO: O DIABO ESTÁ AO SEU LADO

O Escriba Valdemir publicou este livro e pode ser comprado impresso ou em e-book no endereço abaixo, além de dezenas de outras editoras e livrarias virtuais. Pode ser lido na íntegra logo a seguir.

https://www.clubedeautores.com.br/book/204955--O_Diabo_esta_ao_seu_lado?topic=desenvolvimento#.VuIzdfkrLIU
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Tive inúmeras experiências com os demônios, e a cada dia tenho novas experiências. Ninguém passa por este mundo sem sentir por algum momento uma perturbação em sua vida. Um vulto que passou por trás de você, uma voz chamando seu nome e você não vê ninguém. Um pesadelo extremamente assustador. Um impulso maligno para fazer algo contrário a sua consciência. Muitas vezes uma voz, como se houvesse outra pessoa discutindo em sua mente com você, te tentando para fazer algo proibido. Cada um fazendo uma retrospectiva da sua vida perceberá que em alguns momentos uma presença maligna o cercou. Não tem como evitar isso. Aliás, quanto mais a pessoa se volta para Deus, mais chances ela terá de sentir o Mal lhe rondando, lhe cercando e espreitando sua vida, porque o Diabo não quer ninguém bem.  


domingo, 11 de octubre de 2015

LIVRO: GUIA DE ESTUDO BÍBLICO - COMPLETO

Escriba Valdemir publica livro GUIA DE ESTUDO BÍBLICO. 213 páginas na qual explica as doutrinas da Bíblia em Teologia Sistemática e o Manual de Vida Cristã (Pode ser adquirido impresso por:amazon.com, clubedeautores.com.br e outras livrarias virtuais) 


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O Guia de estudo bíblico marcou a vida de muitas pessoas em Santos/SP quando escrevi e o utilizava em xerox encadernado. Este livro foi durante muito tempo o Manual da Fé Cristã usado pela igreja onde pastoreei e ainda hoje dezenas de pessoas tem uma cópia deste livro em fotocópia. Nele contêm as explicações básicas das doutrinas e práticas cristãs. A Bíblia Sagrada é um guia para levar o homem ao conhecimento de Deus e da sua vontade. Este livro foi escrito em 1990, e servia como livro de estudo para novos convertidos em uma igreja evangélica. Os dogmas fundamentais do cristianismo são expostos em uma teologia sistemática muito simples e fácil de aprender, e na parte final do livro, abordo a vida cristã no padrão de santidade exigido por Deus para aqueles que querem fazer a sua vontade, mais do que somente conhecer o credo ou confissão cristã.



domingo, 26 de julio de 2015

LIVRO: O FIM DO MUNDO - COMPLETO

Escriba Valdemir publica livro O FIM DO MUNDO. 118 páginas na qual explica os eventos proféticos sobre o fim dos tempos. (Pode ser adquirido impresso por:amazon.com, clubedeautores.com.br e outras livrarias virtuais) 



miércoles, 24 de diciembre de 2014

FOFOCA - ESCRIBA VALDEMIR



SALMOS 34.12-14 – EVITE FOFOCAR PARA VIVER BEM
 Evite ficar fofocando, fuxicando sobre a vida dos outros. As pessoas tem prazer em apontar os erros dos outros.
Muitos pecados são cometidos pela língua.
Você fala mal de um chefe para um colega que concorda, mas aquele colega vai e fala para o chefe o que você disse...

domingo, 14 de diciembre de 2014

MAISON DE PARESSEUX - SCRIBA VALDEMIR

maison de paresseux. La Bible condamne la paresse comme un vice que le chrétien doit gagner. La maison et le site d'un paresseux donne à reconnaître le gâchis et les bois qui prend soin de leur terre. (Théologien Valdemir Mota de Menezes)


viernes, 12 de diciembre de 2014

EL CAMPO DEL PEREZOSO - ESCRIBA VALDEMIR

El campo del perezoso. La Biblia nos enseña cómo reconocer un perezoso. El arbusto se hace cargo de su granja, la casa se está cayendo, y el perezoso gusta dormir hasta tarde ... (Teólogo Valdemir Mota de Menezes)


VIGIAI E ORAI - ESCRIBA VALDEMIR

Na saga do cristão pelo mundo, em nossa curta peregrinação pelo reino das trevas, o servo de Deus deve combater dia e noite contra o pecado. Pecado que podemos praticar, ofendendo a Deus, e o pecado só encontra brecha em nossa vida se não vivermos em oração e se não ficarmos atento as coisas que nos induz a tentação. (Teólogo Valdemir Mota de Menezes)


domingo, 30 de noviembre de 2014

SÍTIO DO PREGUIÇOSO

A preguiça é um perfil e caracteristica da personalidade do preguiçoso. Muitas vezes a limpeza da casa, do carro, ou do campo revela se o seu proprietário é preguiçoso. (Escriba Valdemir)

domingo, 23 de noviembre de 2014

PLACER EN LA DESGRACIA DEL PROXIMO - ESCRIBA VALDEMIR




Dios odia a la gente que celebra la desgracia y la caída de los demás. El profeta Abdías predice contra Edom porque celebró la caída de Israel en el período de los asirios. (Teólogo Valdemir Mota de Menezes)

domingo, 14 de septiembre de 2014

SENTIMENTO DE CULPA - ESCRIBA VALDEMIR




O sentimento de culpa, é em síntese uma força interior que causa tristeza. Algumas pessoas se apegam e se atolam neste sentimento e nunca mais conseguem sair. A solução é aprender a perdoar, e a primeira pessoa que devemos perdoar é a nós mesmo. Isso não é cinismo, isso é a capacidade de se levantar na mesma proporção que cair. (teólogo Valdemir Mota de Menezes)

jueves, 13 de febrero de 2014

SIN - CONCEPT

SIN - CONCEPT 

VALDEMIR MOTA DE MENEZES

In the Hebrew Scriptures we find the following words usually found with the sense of sin: 

hatah - means basically to err, to be guilty; 
heth '- error, failure; 
awon - iniquity; 
pesha - offense.
The prophets of the Hebrew Scriptures, sin is more of a violation of rules, but it does mean the breakup of a personal relationship with God. This can be observed in Is.59.2: 

But your iniquities have separated between you and your God, and your sins have hid his face from you, that He will not hear. Thus, in the Hebrew Scriptures is clear that sin is seen as a direct transgression of God's law, as evidenced by a moral error that is guilty before God

jueves, 11 de julio de 2013

JAVÉ SERÁ TERRIVEL COM OS ATIVISTAS GAY - VALDEMIR MOTA DE MENEZES

Os homossexuais de perseguidos, estão passando a perseguidores. Agora, eles querem forçar a sociedade a aceitarem o modo de vida errado em que vivem. Querem criminalizar o simples fato de eu e você acharmos o homossecualismo um pecado, um vício, um desvio natural. O deputado Jean Charles, a cantora Daniela Mercury e os apresentadores de TV em geral irão se acertar com Deus. Lembrando que nunca vi cristãos nos nossos dias incitando o ódio e linchamento de gays e lésbicas. Queremos transformá-los e não matá-los.




JAVÉ SERÁ TERRIVEL COM OS ATIVISTAS GAY... por Escribavaldemirportugues

CIDADES LITORÂNEAS SÃO MAIS PECAMINOSAS - VALDEMIR MOTA DE MENEZES



A Palavra de Deus diz: "Aí de quem vive no litoral". Faço uma meditação sobre o significado desta frase bíblica.
O site Askmen elegeu as 10 cidades mais “pecaminosas do mundo”. Os critérios? Simples: as cidades precisavam oferecer uma intensa combinação de jogo, sexo, baladas, drogas e diversão em geral. O Rio de Janeiro ficou num "honroso" quinto lugar.


AÍ DE QUEM VIVIE NO LITORAL! - VALDEMIR MOTA DE... por Escribavaldemirportugues

jueves, 9 de mayo de 2013

VERDADES SOBRE O PASTOR MARCOS PEREIRA

VERDADES SOBRE O PASTOR MARCOS PEREIRA
 
Ontem, dia 08 de maio de 2013 recebi uma ligação telefônica da minha esposa falando sobre a prisão do pastor Marcos Pereira, do Rio de Janeiro. Logo passei a ler na internet as notícias que estão circulando sobre sua prisão e as acusações que estão sendo feitas contra ele.

Antes de falar o que penso, quero que saiba que eu tenho um certo conhecimento de causa, e tenho um pouco de instrução, Sou barachel de teologia, formado em Gestão Empresarial pela Unimonte e possuo licenciatura em História e Ciências Biológicas pela Unimes, comunico-me em 5 idiomas (português, espanhol, francês, italiano e inglês), já  pastoreei igreja por muitos anos, fui missionário no Uruguai e por mais de uma década sou escrivão de polícia judiciária de São Paulo. Permitam-se falar algumas verdades.

Tenho visto o mundo vociferando maldições e julgamento contra o pastor Marcos Pereira, mas o que me choca é ver cristãos quase comemorando o escândalo envolvendo Marcos Pereira. Como escrivão de polícia, diga-se de passagem, é a função mais completa da polícia, quase não aparece na mídia, mas 95% dos procedimentos policiais que se transforma em processo criminal sai na mesa do escrivão de polícia. Se tem uma coisa que eu sei é como é feito um INQUÉRITO POLICIAL.

Se o caso fosse no Estado de São Paulo eu iria medir mais as palavras por questão de hierarquia, mas quero que as pessoas saibam que existem muitos Delegados de Polícia que querem aparecer mais na mídia do que ator de novela e do que Ronaldinho fenômeno.  Este delegado Marcos Mendonça da delegacia de combate  as drogas está trazendo à tona, muitos boatos, acusações sem provas materiais do envolvimento do pastor com homicídio, trafico de drogas e estupros.

Prova testemunhal é a mais prostituta das provas, já dizem os advogados, eu já tomei o depoimento de milhares de pessoas e sei bem da capacidade da maldade humana em destruir a imagem e a dignidade de outra fazendo falsas acusações. Costumo falar que Delegacia e Fórum são os lugares oficiais aonde as pessoas vão para mentirem. Como o ser humano mente....

Pode até ser que o Pastor Marcos Pereira esteja mentindo, negando o crime, tem criminoso que você mostra a imagem dele no vídeo e ele ainda nega ser ele que aparece ali.  Mas acho errado este massacre midiático patrocinado pelo Delegado Marcos Mendonça ao dizer que segundo boatos se guardava armas na igreja, ou querem associar o pastor Marcos Pereira com traficantes, dizendo que tem provas que ele visitou Marcinho VP. O ministério carcerário e com população marginalizada é esta a função, visitar presos.

Para fazer este meu comentário sobre o Pastor Marcos Pereira eu li muitas notícias e peguei uma delas e coloquei o link abaixo, façam o favor de ler na integra este artigo jornalístico.


As pessoas que tem olho clínico com formação em Direito, percebe que o Delegado não está até o momento apresentando uma prova cabal, ou difícil de refutar.  Se o pastor Marcos Pereira matou alguém, quem são as vítimas? Onde, como, quando ocorreram os crimes? Quais as armas usadas? Quais as provas colhidas da participação do pastor Marcos Pereira?

Sinceramente duvido da forma como o Delegado está conduzindo as investigações. Quando o delegado fala que as conversões eram encenações combinadas com traficantes, eu tenho a absoluta certeza que ele ou não sabe o que está falando, ou pior ainda tem segundas intenções....

Gente, eu não posso falar tudo sobre como funciona a nossa sociedade, nem a Polícia.... Mas de vez em quando estoura na impressa escândalos de policiais extorquindo bandidos ou supostos bandidos sob pena de incrimina-los e pô-los atrás das grades caso não pague a quantia estipulada. Não estou acusando o Delegado Marcos Mendonça (Men+onça?), mas o trabalho do pastor Marcos Pereira o tornava um alvo fácil de ser vítima de extorção de policiais. A proximidade e o respeito que o pastor tinha com os bandidos, o tornava um alvo fácil de policiais corruptos.

Vocês não sabem quantos comandantes e Delegados de alto posto são membros de sociedades secretas e maçonaria.... Eu sei.... Quando o pastor Marcos Pereira começou a aparecer muito na mídia, eu previa que ele seria alvo de olhos invejosos. Minha experiência profissional me dá razões de sobras para crer em um complô contra o pastor.  Mas se eu encontrasse o Delegado Marcos Mendonça pediria o máximo de empenho para produzir provas técnicas e acima de tudo PROVAS VERDADEIRAS.

Forjar provas contra pessoas que não aceitaram pagar uma extorção é corriqueiro no mundo e na história e na polícia. Na minha vida já vi muita coisa que prefiro não falar para não responder mais processos. Por falar em processos, já respondi muitos processos e alguns processos criminais, dois Delegados me acusaram falsamente que por pouco não conseguiram colocar-me na cadeia, só que eu também sou policial e fiz minhas investigações e com o pouco conhecimento jurídico que tenho fiz boa parte das peças da minha defesa. Depois de sete anos sendo processado em esfera criminal e administrativa, fui absolvido de tudo e um destes delegados foi demitido da Polícia.

Eu amo a Polícia, mas tem muita gente mal intencionada no nosso meio.

Peço aos verdadeiros cristãos que não se precipitem em julgar o pastor Marcos Pereira, pode até ser que ele tenha adulterado e feito uma ou outra coisa errada, mas boa parte destas acusações tem cheiro de perseguição.

Amanhã farei um jejum e consagrarei o dia em oração pelo Pastor Marcos Pereira. Se ele pecou que se arrependa. Se estiver sendo perseguido, glória seja dada ao nome de Deus. Se alguma mulher foi violentada que Deus faça a sua justiça. Por enquanto, seremos sábios em orar, pedindo a Deus que a verdade se manifeste e aguardemos sem julgamento precipitado.

Se o pastor pecou Deus é grande para perdoa-lo, se ele se arrepender, da mesma forma que Deus perdoou Davi e Jimmy Swaggart na década de 1980 e o maior pecador da Bíblia, o Rei Davi ( O homem segundo o coração de Deus) que sempre se arrependia.

De qualquer forma quero dizer que o pastor Marcos Pereira foi o homem mais corajoso que já vi passar na terra., pelas milhares de vida que ele foi resgatar nos antros do crime no Rio de Janeiro. Quando houve uma mega-rebelião no presídio da Polinter no Rio de Janeiro, durante dias a polícia não conseguiu controlar os detentos. O pastor Marcos Pereira foi chamado e ele quando entrou no sistema prisional, tirou o terno e começou a girar no ar, e centenas de detentos caíram ao solo desmaiados. Aquela cena passou no Fantástico da Rede Globo de TV, aquela foi a maior manifestação do poder de Deus que eu já vi. O pastor Marcos Pereira não estava em uma igreja cheia de cordeirinhos, mas no inferno, cheio de demônios, e eu vi todos os “bichos” da sociedade cairem por terra. Agora me vem o Delegado Men-d-onça dizer que tudo aquilo foi combinado???????


Bem-aventurados sois vós, quando vos injuriarem e perseguirem e, mentindo, disserem todo o mal contra vós por minha causa.
Exultai e alegrai-vos, porque é grande o vosso galardão nos céus; porque assim perseguiram os profetas que foram antes de vós 
Mateus 5:11-12

miércoles, 6 de febrero de 2013

HABLANDO A LOS BURROS

La entrada triunfal de Jesús en Jerusalén contiene una interpretación simbólica, en la liberación del hombre del poder del pecado y del diablo. El burro tiene que estar bajo Cristo y debe estar por encima, muchos cristianos quieren promoverse a través de Cristo, cuando en realidad Cristo debe ser exaltado y cristiana degradado. (Comentáro el escriba Valdemir Mota Menezes)

martes, 1 de enero de 2013

ENTRAINENT LES HOMMES A PECHER - VALDEMIR MOTA DE MENEZES

Le XX et XXI ème siècle avec l'avènement de nouvelles technologies de l'information a favorisé plus que jamais péché. Grâce à la télévision, les gens des médias, de la musique et Internet sont priés de péché. Malheur au monde à cause du scandale. (Commentaire de Scribe Valdemir Mota de Menezes)

INVITACIÓN AL PECADO - VALDEMIR MOTA DE MENEZES

En el siglos XX y XXI, con el advenimiento de las nuevas tecnologías ha favorecido más que nunca el pecado. A través de televisión,  los medios de comunicación, música y internet se insta al pecado. ¡Ay del mundo a causa del escandalo. (Comnetário el escriba Valdemir Mota Menezes)